APPUNTI DI SPIRITUALITÀ
«Dacci oggi il nostro pane quotidiano», Don Marco Pozza

IN PRIMO PIANO
Riconoscere, interpretare, scegliere (E.G.51), M. P.

TEMI APERTI
Disposizioni Anticipate di Trattamento: una possibilità di affrontare consapevolmente le fasi ultime della vita, Annamaria Marzi
Le Disposizioni anticipate di trattamento (DAT): una proposta, Gruppo di studio sulla Bioetica
La casa e la città, Giorgio Pira

L’OPINIONE
Amici come prima?, Angelo Onger

PASSI DI SECOLARITÀ
Una malattia chiamata “comfort Zone”, Alessandro D’Elia

IN MEMORIA
Mons. Cosimo Maria Luciano, Eleonora Bottiglieri
In Die Natalis di Giovanna Beltramo Ceppi, Anna, Maria Luisa, Emanuela


EDITORIALE

Siamo ancora in piena pandemia e, nonostante le zone rossa o arancione, a differenza dello scorso anno, si assiste a chiasso, rumorosità, ostentazione, esibizionismo, chiacchiera. E queste caratteristiche le ritroviamo anche nell’attuale momento politico, così difficile da capire, ma mai come oggi così “parlato”. Eppure avremmo dovuto imparare toni diversi, toni smorzati, sommessi, quasi silenziosi. Toni che non dovrebbero caratterizzare solamente il nostro linguaggio, ma dovrebbero essere soprattutto uno stile di vita, un modo di presentarsi e di offrirsi, uno stile che ci porta ad essere presenti con intensità, ma anche con sobrietà e con pacatezza, disposti a scomparire, quando, dove, se necessario.

Ricordo che alcuni anni fa una trasmissione televisiva aveva un titolo che mi richiama questo stile: si chiamava “Sottovoce”.
Sottovoce mi rimanda appunto alla discrezione, con totale rispetto, con delicato riserbo, quasi in fraternità, che può diventare amicizia, perché il tutto è detto e vissuto “sottovoce”.
E’ il silenzio o il riserbo che nascono dal sapersi “servi inutili”, pur avendo fatto tutto il possibile.
Un esempio lo abbiamo anche nel nostro Presidente della Repubblica e, mi pare, in alcuni, anche se pochi, uomini politici o rappresentanti delle Istituzioni. “Sottovoce” è fare tutto con senso di modestia, pur offrendo una presenza qualificata, agile, fresca, al livello della richiesta o della domanda, silenziosa o espressa. Per questo lo ritengo un atteggiamento primario, soprattutto oggi, quando sembra aver ragione chi grida più forte, chi scivola in atteggiamenti e decisioni egoistiche, di comodo, chi è capace di defilarsi facilmente dagli impegni. In questa realtà, sempre più aggressiva e indifferente, è tempo di una presenza effettiva ed efficace, ma saggia e discreta.
Sottovoce, silenziosamente e in fretta.

m.r.z.


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