APPUNTI DI SPIRITUALITÀ
Salmo 39, Don Ezio Risatti

IN PRIMO PIANO
Secolarità e santità dopo il Concilio Vaticano II, Barbara Pandolfi
La vita fraterna: elemento essenziale di ogni istituto di vita consacrata, Tiziano Vanzetto
La natura intrinsecamente missionaria della Chiesa nella sua articolazione territoriale, Josè Tolentino de Mendonça

TEMI APERTI
La felicità nella vita della persona consacrata nel mondo, Mirella Scalia

DAGLI ISTITUTI
Nuova presidenza e consiglio CMIS
La Piccola Famiglia Francescana, Giusi Di Francia
Le Piccole Apostole della Carità: una storia nata da un sogno di Vangelo, Jlenia Maniglio

IN MEMORIA
In ricordo di Dora Castenetto, Valentina S.

SEGNALAZIONI

ESERCIZI SPIRITUALI

EDITORIALE

Ormai tutti dicono che siamo in campagna elettorale.
È importante che il laico cristiano si occupi di politica e che la politica sia occasione
di formazione nelle parrocchie e in generale nel cosiddetto mondo cattolico? Sì, e qui di seguito, in breve (e in modo certamente incompleto), un gruppo di buoni motivi.
Andreatta Beniamino, Ardigò Achille, Bachelet Vittorio, Balducci Ernesto, Colombo Vittorino, De Gasperi Alcide, Dossetti Giuseppe, Giordani Igino, Giuntella Paolo, Gorrieri Ermanno, Grandi Achille, La Pira Giorgio, Labor Livio, Lazzati Giuseppe, Mattarella Piersanti, Mazzolari Primo, Miglioli Guido, Milani Lorenzo, Moro Aldo, Murri Romolo, Pastore Giulio, Penazzato Dino, Rosmini Antonio, Ruffilli Roberto, Scoppola Pietro, Sturzo Luigi, Tomai Bepi, Valente G.Battista, Zaccagnini Benigno.
Di questi uomini – conosciuti e meno conosciuti – non sono da considerare solo il pensiero o le opere, ma anche la passione. Di questi uomini è da considerare che il capitolo primo del loro romanzo di vita ha per tutti lo stesso titolo: “Il contesto: le forti radici nella vita della Chiesa e nella vita di questo mondo”.
Quando sentiamo parlare della necessità di una nuova generazione di politici cattolici noi tutti capiamo, e in buona parte condividiamo. Ma ci sentiamo di precisare un aspetto. Non occorrono iniziative straordinarie per far nascere una speciale generazione, ma una sana e consapevole ordinarietà nella formazione di uomini che accettano piccole o grandi responsabilità nella comunità locale o nazionale. Uomini di una fede adulta, a volte coraggiosa, a volte paziente. Uomini che a volte sbagliano e che a volte vedono lontano. Anche perché sentono di venire da lontano. Perché sentono che la loro opera è in continuità con quella di chi li ha preceduti. In questo senso apprezziamo l’idea di una “generazione”: l’idea di generare e quella di essere generati.
Una catena. Di quelle che liberano.

m.r.z.


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